Trasparenza, ma fino in fondo e da tutti

Pubblichiamo la lettera aperta di Rossella Ognibene al direttore della Gazzetta di Reggio Stefano Scansani.

Gentile Direttore,

ho avuto modo di apprezzare i suoi interventi durate questa campagna elettorale e anche qualche critica a me e al Movimento 5 Stelle. Non mi è mai piaciuta l’espressione “stampa amica” e le assicuro che la mia posizione non cambierà nemmeno nel caso avessi l’onore di guidare la città di Reggio.

Ho apprezzato, pur dissentendo, anche il suo editoriale odierno e quello dello scorso 7 aprile nel quale sosteneva che i candidati sindaco stanno nell’angolino per paura di disturbare come i vecchi rappresentanti di commercio. Come vede l’abitudine di andare in giro con matita e taccuino a distanza di tempo può rivelarsi utile per la memoria. Ora che si sta approssimando il giorno del voto, mi permetta di dirle che non ho alcuna paura di disturbare, che non sono rimasta né ho intenzione di rimanere nell’angolino. Le devo confessare che tra i motivi che mi hanno spinto a candidarmi a sindaco c’è proprio un suo articolo: mi riferisco al suo editoriale del dicembre del 2017 con il quale poneva al primo cittadino uscente parole di chiarezza chiedendo al sindaco Vecchi il certificato del registro informatizzato delle notizie di reato in Procura. Reggio non può vivere in questa sospensione, scriveva allora. Non so se lei sia rimasto soddisfatto della risposta del sindaco. Di sicuro io non lo sono e credo che, a un anno e mezzo di distanza, alcune questioni siano rimaste aperte. Si tratta di una questione politica, perché la Giustizia viene amministrata in altre sedi, che non sono né le redazioni dei giornali, né il Municipio.  Lo dico perché come Movimento 5 Stelle nel codice etico per potersi candidare è richiesto anche il certificato dei carichi pendenti e in caso di gravi procedimenti in corso per reati contro la pubblica amministrazioni o altri casi ostativi viene negata la candidatura.

Tutti i candidati della nostra lista lo hanno pubblicato in rete al sito https://www.rossellaognibene.it/campagna-trasparente/. Lì, insieme ai certificati penali, il curriculm e la trasparenza sui conti prevista dalla nuova legge anti-corruzione approvata grazie all’iniziativa del ministro Alfonso Bonafede, si trovano i carichi pendenti penali miei e di tutti i candidati: sono puliti anche quelli.Un mese e mezzo fa chiesi a tutti i candidati sindaco di aderire al “codice deontologico” della Commissione antimafia e quindi chiedere un controllo anche sui carichi pendenti penali e dare l’esempio. Non ha risposto nessuno. Lo chiedo nuovamente dalle pagine del più letto quotidiano della città, lo facciano almeno i candidati sindaci iniziando da Vecchi e Salati in primis convinta che non ci sia alcun problema. Pubblichiamoli tutti. E’ un gesto verso tutti i nostri concittadini.E’ una questione politica. Come è una questione politica per esempio, il fatto che il sindaco Vecchi dal 2016 ad oggi non abbia mai risposto alla sollecitazione, sempre politica dei consiglieri e parlamentari del Movimento 5 Stelle, a cominciare dalla capogruppo Alessandra Guatteri, di pubblicare e consegnare ai giornalisti reggiani le fatture e copie pagamenti relativi al completamento delle finiture della casa di Masone, acquistata al grezzo dalla moglie ing. Maria Sergio nel 2012 dalla M&F General Service di Francesco Macrì. Tale imprenditore si scoprì successivamente essere indagato e poi imputato nel  processo “Aemilia” e poi condannato in primo grado. Vecchi si accorse solo un anno dopo l’arresto di Macrì che la moglie aveva acquistato la casa da un signore poi arrestato. Sono sicura non ci sia nulla di illecito e quando in Consiglio comunale c’è stata l’occasione di difendere il sindaco da lettere di minaccia come quella del condannato in primo grado in Aemilia, il signor Pasquale Brescia, il Movimento 5 Stelle ha presentato un documento di solidarietà in Sala del Tricolore ispirato dalle parole dell’esperto Enzo Ciconte. E’accaduto l’8 febbraio 2016 e il documento fu inspiegabilmente poi bocciato dal Pd stesso. (http://www.reggio5stelle.it/siurezza-al-sindaco-e-azioni-di-contrasto-alle-mafie/ ) 

Perché non fare trasparenza una volta per tutte come ha ricordato l’altra sera Sabrina Pignedoli?E’ una questione politica, prima ancora che giudiziaria, anche il fatto che 18 dirigenti del comune siano stati indagati per violazione nell’assegnazione di incarichi esterni. Non conosciamo le ragioni della indagine. Di quali incarichi parliamo? Di che entità? E i dirigenti hanno agito in autonomia? Credo si tratti di domande legittime dal punto di vista politico, che non debbano essere limitate al perimetro di un’aula di tribunale in quanto i cittadini hanno il diritto di sapere. E’ una questione politica, infine, la responsabilità di offrire ai reggiani un’alternativa credibile e un nuovo corso. Una responsabilità che non può essere demandata a chi è rimasto nell’angolo, a chi non ha fatto nemmeno lo sforzo gattopardesco di proporre una alternativa perché tutto può rimanere come è senza bisogno che tutto cambi. Per questo è sufficiente non avere nulla da dire. 

Con stima e cordialità.

Rossella Ognibene

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