Coop, rifiorisca la cultura di Prampolini: si tutelino lavoro e prestito sociale

Il Movimento 5 Stelle darà forte impulso ad una nuova stagione politica e culturale di sostegno al mondo cooperativo.

Soci che perdono lavori e risparmi, famiglie che vedono svanire gli investimenti di una vita, interi settori che perdono i migliori soggetti industriali, la pressione delle false Coop sulle realtà trasparenti che lavorano nei servizi, l’abbandono dei servizi alla comunità per attività che pensavano più lucrative, soldi finiti in Lussemburgo sfruttando le lacune della normativa italiana ed europea, e soprattutto manager e revisori protagonisti del disastro che galleggiano per sfuggire alle responsabilità e si ripropongono nelle “newco” che nascono dalle procedure fallimentari o si fanno‘promuovere’ in lucrosi ruoli in aziende a partecipazione pubblica.

Questa situazione dipende dalla politica, viste le numerose porte girevoli tra dirigenze Coop e carriere nei Partiti.

Dopo le crisi Unieco,Coopsette, CMR,Tecton e i bilanci in rosso di Alleanza 3.0 è giunto il momento per Coop di trovare un nuovo interlocutore politico e culturale che rivitalizzi l’ideale cooperativo di Camillo Prampolini di fronte a sfida e contraddizioni della globalizzazione,riprendendo il dibattito sulla Società Cooperativa Europea:

https://www.italiaoggi.it/news/lavoro-di-maio-apre-la-guerra-alle-false-cooperative-201807241217437852

Vogliamo sostegno finanziario alle Banche di Credito Cooperativo, inserito nel Milleproroghe del 2018, la lotta alle false coop con il pieno appoggio alle iniziative normative in corso,la radiazione delle false coop dall’albo degli enti cooperativi istituito presso il MISE, la stabilizzazione del lavoro, di cui al Decreto Dignità, che mette fuori gioco il lavoro subordinato “finto” e salvaguarda le coop oneste.

Il Movimento 5 Stelle ha a cuore il mondo coop, cui garantire un futuro prospero e sicuro,che favorisca i gestori onesti e competenti,rafforzando i meccanismi per escludere i manager incapaci,da richiamare alle loro responsabilità nell’ambito di meccanismi chiari di voto che non possano essere usati come alibi da chi amministra male i beni e le finanze dei soci.

Aspetto da monitorare fortemente in Italia è l’entrata di soggetti legati alle mafie che vogliono scardinare presidi economici e industriali importanti per impadronirsene.

I Paesi europei sono oggi divisi tra chi lotta per rigenerare le spirito cooperativo originario e quelli che vogliono difendere le recenti riforme ‘liberalizzatrici’ che hanno allargato le maglie dei principi in nome di una falsa competitività . 

In sintesi lanciamo al mondo cooperativo un invito a partecipare ad una grande stagione di riforma e consolidamento. Importante per tutto il Paese, fondamentale per Reggio Emilia. 

E in memoria di Camillo Prampolini.

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