Cultura, innovazione, sicurezza: per una visione alta della città

Prima di intraprendere ogni nuova sfida dobbiamo prendere le mosse dagli insegnamenti dei giganti della  storia.

Robert Kennedy,  18 marzo 1968, Università del Kansas, il discorso sul PIL:

“Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”

E’ per questo che noi dobbiamo avere una visione ampia del ruolo di un Comune, perché la comunità ha complessità notevoli che interessano la gestione del territorio e del sistema del welfare. E un Comune deve operare ed organizzarsi attraverso un dialogo ed un’attenzione ai problemi di tutti i cittadini, temi nei quali un rilievo certamente importante va assegnato al ruolo dell’impresa, sia per la esigenza di offrire un contesto adeguato e innovativo di infrastrutture, anche tecnologiche, oltre che di servizi alle persone, sicurezza e legalità.

Molto importante l’idea di una “cabina di regia”, ma ritengo che la stessa non possa prescindere dal dover coinvolgere tutte le istanze sociali e con pari dignità; dal “fare impresa” alla tutela del territorio e della salute, dalla qualità della educazione  alla qualità delle offerte culturali e svago.

E dobbiamo ricordare a noi stessi l’impresa eticamente responsabile di Adriano Olivetti.

La sua “idea”di azienda partiva da questo interrogativo:

“Può l’impresa darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione, anche nella vita di fabbrica?”

Da questa visione discendono i corollari del suo operato:

  • rilevanza della gestione delle relazioni con i dipendenti,
  • la centralità del capitale umano,
  • la responsabilità verso la comunità ed il territorio,
  • la considerazione dell’impresa come centro di creazione e diffusione di valore economico, ma anche sociale e culturale.

Da una visione complessiva di comunità noi dobbiamo prendere le mosse, e per di più abbiamo una comunità che si è di recente dovuta confrontare con i fallimenti delle cooperative edilizie, con le gravi ripercussioni sul tessuto dei fornitori, dei lavoratori, e dei prestatori sociali..

Università

Il  Movimento 5 Stelle propone a livello europeo che gli investimenti pubblici in Scuola, Università, Sanità, Ricerca e Tutela del territorio e Ambiente non siano conteggiati nei vincoli di Bilancio UE del 3%.

Sono investimenti fondamentali per lo sviluppo sociale ed economico, la crescita di una società.

Il nostro gioiello, l’Università, punto di eccellenza che arriva a 10.000 studenti iscritti, deve crescere in dimensioni, servizi e qualità.Occorre mettere a disposizione nuovi immobili per aule e laboratori (penso agli edifici Ex OPG ed Ex Carceri di S. Tommaso), e realizzare alloggi e studentati per gli iscritti frequentanti da fuori Provincia.

Occorre però  rivendicare maggior “peso” alla sede della nostra città, attuando nei fatti ciò che venne stabilito dalla legge: cioè Unimore a rete di sedi. E in tale ottica possiamo pensare ad estendere reti di collaborazione anche con le Università di Parma e Milano (città oggi raggiungibile in meno di un ora grazie alla stazione Mediopadana). E ciò perché la città di Reggio ha dato e ancora offre risorse significative ed energie per lo sviluppo universitario.Siamo assolutamente determinati a far sì che l’Italia, e quindi anche la nostra Provincia, possano crescere culturalmente al livello dei migliori paesi europei.

Dobbiamo portare la percentuali di laureati dagli attuali – 23% dei giovani da 20 a 40 anni – al 40% e più degli altri paesi europei e dobbiamo riportare in Italia  i nostri giovani emigrati all’estero per lavoro. Aumentare il livello di istruzione e cultura della nostra popolazione significa far crescere qualitativamente il Paese, perché cultura ed istruzione significano  più libertà. Ed in questo sviluppo la nostra città, oltre a corsi di laurea tecnologici , deve puntare anche a sviluppare le risorse già esistenti  Penso ad un accordo  Reggio Children -Unimore per corsi di laurea in inglese col marchio Reggio Children e con ampia comunicazione all’estero per dare respiro internazionale anche alla nostra Università.

Reggio deve diventare un centro di formazione internazionale universitaria, con corsi di laurea con presenza di studenti e docenti stranieri. E voglio lanciare una ulteriore sfida, che mi è stata sollecitata da un importante imprenditore della nostra città.

Dobbiamo realizzare la massima valorizzazione dell’esperienza di Reggio Children. La nostra idea è quella di affidare ad un esperto di marketing di fama internazionale la valorizzazione del marchio “Reggio Children”.  Si tratta di una eccellenza della nostra città, dunque facciamola “rendere” in senso economico, a dimostrazione della qualità dei nostri servizi e della nostra comunità.

Centro storico

Lo sviluppo dell’Università significa anche il salvataggio del Centro storico, nel quale assurde scelte  politiche degli ultimi anni hanno distrutto il piccolo commercio locale, dando spazio ai numerosi centri commerciali situati nella periferia, centri commerciali che oggi non sono neppure più gli investimenti sui quali punta la grande distribuzione. Centro storico e frazioni sono oggi scollegati sia per la frammentarietà dei servizi che per la insufficienza delle infrastrutture.

Occorre una visione organica della città, per la quale non si può più procedere in modo scoordinato e senza visione unitaria.

Vorrei affidare ad architetto/urbanista di rilievo nazionale lo studio complessivo della nostra città perché solo uno sguardo di insieme può dare vita ad una crescita armonica per rimediare alle scelte sbagliate che hanno creato periferie dormitori, con innegabile vantaggio della speculazione edilizia.

Circuito di città europee e non solo

Dobbiamo avere una idea “alta” della nostra città, liberarci dal provincialismo che ci ha schiacciato per decenni.

Nel nostro programma di governo – proposto per queste elezioni amministrative – abbiamo indicato l’obiettivo di costruire un “circuito di città europee”, con le quali confrontarsi  anche nella gestione dei servizi.

E’ una importante occasione per sfruttare il collegamento che dalla stazione medio padana arriva – con AutoBrennero – fino al cuore dell’Europa,  e per costruire un circuito che valga a rafforzare la rete delle imprese e le occasioni di incontro tra i cittadini del nostro Continente. Devono essere create occasioni di relazioni per le Università e gli studenti, e per valorizzare le nostre eccellenze di prodotti del Made in Italy dalla moda alla enogastronomia.

Non dobbiamo però trascurare le città a noi più vicine (Parma, Modena, Mantova) con le quali vorremmo realizzare un accordo  per programmare insieme lo sviluppo ed una crescita armonica, per evitare investimenti ripetitivi e per puntare a qualche progetto coordinato di prestigio e di qualità.

Area ex Reggiane

Di grande rilievo per la Reggio del futuro è l’area Ex Reggiane.

E’ necessario un progetto unitario e complessivo, da realizzare in fasi successive, che  vorrei affidare  mediante un concorso internazionale di idee, con il risultato di dare  maggior prestigio e forza attrattiva a questa area.

Per avere visione di insieme vorrei denominare questa area “la città della scienza”.

Oggi ci sono già importanti realtà di impresa insediate in questa zona della città, e vi sono in stato avanzato le nostre idee già all’esame delle sedi dei ministeri, idee per nuovi insediamenti come il nuovo polo dei Vigili del Fuoco ed il Centro internazionale per la Sicurezza (il Movimento 5 Stelle ha iniziato a  lavorare fin dal 2017 con la parlamentare Maria Edera Spadoni ed il consigliere e architetto Norberto Vaccari).

Noi infatti da anni promuoviamo l’insediamento della nuova sede dei Vigili del Fuoco presso le ex Officine Reggiane, per massimizzare la funzionalità di questo Corpo fondamentale per la prevenzione e la sicurezza di cittadini ed imprese. Inoltre lanciamo l’idea di un “Centro internazionale di formazione e ricerca per la prevenzione del rischio e il soccorso pubblico”, sfruttando l’immensa esperienza maturata in diversi ambiti disciplinari e che rendono la nostra città vocata ad ospitare tale importante iniziativa.

Da sostenere è l’idea di potenziare in quell’area – da recuperare in toto – le produzioni cinematografiche.Inoltre quell’area potrebbe essere adatta per creare quel Museo  sulla Storia del ‘900 reggiano che include anche la gloriosa storia delle Officine Reggiane.

Area della Stazione AV

Troppo tempo si è perso, oltre 15 anni.

In tutto questo tempo non si è neppure risolto in modo efficiente il problema dei parcheggi ed il problema di un efficace collegamento tra la Stazione Mediopadana ed il centro città e le  occasioni di visita del restante territorio.

Ricordo che è da tre anni che il Movimento 5 Stelle propone di facilitare chi ha capannoni sfitti in zona Mancasale per creare parcheggi custoditi con bus navetta sul modello degli aeroporti; sarebbe stata una possibile soluzione in attesa di realizzare un parcheggio più organico con la stazione. E’ pertanto urgente mettere mano alla realizzazione di questi  servizi ancora oggi troppo carenti  ma che sono indispensabili per una infrastruttura di tale portata.

In pari tempo si rende necessario farsi promotori per attuare il collegamento, oltre che con il  centro storico quartieri e frazioni, anche coi territori della Provincia (penso al percorso “Matildico” al collegamento con la Reggia di Rivalta veramente restaurata riproponendo il progetto del giardino estense originale era la Piccola Versailles  e penso ai vari percorsi che possono valorizzare le offerte enogastroniche delle nostre importanti realtà agricole).

Penso anche ad altre città, ed in particolare penso alla realizzazione della linea ferroviaria Mantova-Reggio Mediopadana di cui si discute da tempo proprio a Mantova.

Legalità e lotta al radicamento mafioso

Dovere primario di una Amministrazione è consentire alla comunità di potersi sviluppare al riparo da fenomeni di criminalità; sicurezza e legalità sono beni primari, per lo sviluppo di economie sane che possano crescere in una leale competizione.

A Reggio abbiamo avuto il disonore di essere riconosciuti come epicentro di una delle più pericolose cosche criminali di ‘ndrangheta, radicasi nel nostro territorio provinciale, e non solo, durante gli ultimi trenta anni.Questa nostra terra non è stata difesa da chi aveva il dovere di farlo, e ora a Reggio si è celebrato il secondo più grande maxiprocesso alla criminalità organizzata, il più grande al Nord Italia.

Ne avremmo fatto volentieri a meno!.

E questo è accaduto perché alcuni imprenditori reggiani – una stretta minoranza –  hanno voluto fare affari con la criminalità. E’ un problema che ha coinvolto varie componenti della nostra comunità. La criminalità ha raggiunto un livello tale in questa città che 200 chili di droga sequestrati ad uno spacciatore sono stati giudicati dal nostro Tribunale come “quantità” normale per una città come Reggio, che quindi è accertata essere ormai città di spaccio all’ingrosso di sostanze stupefacenti.

In aumento anche il consumo di droghe sintetiche che hanno effetti devastanti fin dalla prima assunzione, e colpiscono in particolare le fasce giovanili.Anche di questo ne avremmo fatto volentieri a meno, se non altro per l’aspetto preoccupante per la salute dei nostri ragazzi.

Per non parlare poi della diffusione del gioco di azzardo.

I rapporti della Procura Nazionale Antimafia indicano il rischio che il gioco di azzardo venga utilizzato come strumento di riciclaggio di proventi criminali. Anche a voler trascurare questo aspetto dobbiamo comunque considerare che il gioco di azzardo è un moltiplicatore economico negativo. Ogni euro speso in gioco in azzardo, è un euro sottratto all’economia reale, ai consumi, al piccolo commercio e a tutto l’indotto produttivo. Per questo saremo durissimi anche per sole connivenze o tolleranze con fenomeni di criminalità, proprio per evitare che tali fenomeni compromettano la rete sana delle nostre imprese, che  costituisce il tesoro della  terra emiliana.

Welfare

Sul tema welfare siamo particolarmente sensibili, convinti che una comunità cresce di valore se  – per tutti – è assicurata una vita dignitosa e servizi sociali adeguati. Gli interventi sul tema del “sociale” a livello nazionale sono in questa direzione.

Dobbiamo pertanto apportare numerosi miglioramenti al settore del Welfare a Reggio, riportando in città dei fondamentali servizi che negli ultimi anni sono stati chiusi; mi riferisco al servizio di riabilitazione che era offerto – in particolare agli anziani – presso la struttura di Albinea, chiusa di recente, ed al servizio di “Diagnosi e Cura” chiuso nel 2012, servizi entrambi dirottati al diverso Distretto di Correggio, con estremo disagio per i nostri concittadini e con gli aspetti negativi della concentrazione degli utenti sui servizi di Correggio.

Occorre urgentemente mettere mano ai servizi per gli anziani, considerando che a Reggio ci sono ben 422 anziani in lista di attesa per ingresso in una struttura di casa di riposo, con le conseguenti sofferenze per le famiglie che ora li hanno in carico. E dobbiamo pensare a sistemi efficienti  per aprire il mondo del lavoro ai disabili che hanno ancora tanto da offrire – e da ricevere – dalla nostra comunità. Ed è in questa ottica che siamo a favore del massimo sviluppo delle tecnologie digitali, perché queste sono fondamentali non solo per le imprese, ma anche per il sistema del welfare; pensiamo alla “domotica” e al “controllo remoto” che possono agevolare l’autonomia di persone in difficoltà e consentire il controllo da parte degli operatori.

Gli spazi per le evoluzione digitale del nostro futuro sono immensi e dobbiamo fare promozione in tal senso.

Semplificazione della burocrazia

La città è al servizio dei cittadini ed i diritti non sono favori.

Per questo provvederemo alla semplificazione della burocrazia, intesa non solo nel senso di promuovere sempre di più l’approccio all’utilizzo di mezzi digitali per l’accesso ai pubblici servizi, ma anche una importante riorganizzazione dei servizi.Dobbiamo aumentare l’efficienza degli uffici comunali e provvedere ad un  accentramento dei servizi comunali, perché un cittadino e un imprenditore non debba spostarsi in tutta la città per accedere ai vari uffici dell’amministrazione. Tutte queste iniziative avranno effetti benefici perché servizi efficienti consentono di ridurre tempi e costi.

Sul territorio invece andranno decentralizzati i servizi a favore del welfare delle famiglie e delle persone, perché l’accesso deve essere favorito anche in una visione di città più vicina al cittadino.

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